Casa della Cultura

    IN CENTRO CULTURALE  DEL COMPLESSO DELL’EX CONVENTO DI S. FRANCESCO .

    Il complesso monumentale di S. Francesco, oggi “Casa della Cultura Matteo D’Acquasparta” rappresenta una delle emergenze storico-architettoniche più rilevanti della città.



    La storia

    Situato fuori dalla cinta urbica del centro storico di Acquasparta, ha avuto origine probabilmente durante la metà del XIII secolo in prossimità di una cappella votiva più antica (oggi non più riconoscibile) dedicata alla Madonna della Stella.
    Quasi sicuramente la grande sala voltata al piano terra costituisce il nucleo più antico, al quale è stato grossolanamente addossata, forse con la trasformazione in monastero francescano, la bella struttura del chiostro, databile quasi sicuramente al 1417; dubbia l’utilizzazione di questo ambiente (attualmente il più suggestivo e meglio conservato), incerta tra “hospitalis”/lebbrosario (forse quella iniziale) e sala capitolare/refettorio del convento.
    Molte, come di consueto nella nostra tradizione, sono state le aggiunte, le modifiche e le sopraelevazioni realizzate via via nei secoli, a cominciare da quelle cinque-seicentesche per continuare con gli interventi più devastanti all’inizio del secolo, con la costruzione dell’adiacente “Grande Albergo Amerino” (hotel di moda nell’epoca Dannunziana, oggi residenza sanitaria assistita), che ha inglobato parte del complesso e del porticato, fino alle deturpazioni subite tra le due guerre con il frazionamento della struttura in parti abitative ed le trasformazioni per vari usi (magazzini, deposito munizioni, officina di un fabbro, ecc.).

    A fronte di questa situazione di estremo degrado, nel luglio 1999 il l’amministrazione comunale riuscì, con il fondamentale e generoso contributo economico della Fondazione ing. Ferdinando Creonti, ad acquistare l’edificio in abbandono per realizzare il dovuto e necessario recupero.





    Il  progetto


    Il complesso architettonico, dedicato al suo fondatore Matteo Bentivegna (nato nel 1240 ad Acquasparta) il cardinale ambasciatore di Bonifacio VIII nel 1300, è stato trasformato in “Casa della Cultura” con molteplici finalità sociali e pubbliche in modo da conseguire anche una sostenibilità gestionale ed economica.

    Attualmente, grazie alle opere di restauro eseguite, è stato reso agibile il piano terra e creato un vano interrato, destinato ai necessari spazi di servizio, prima inesistenti.
    Il chiostro diverrà mostra permanente di reperti archeologici, ritrovamenti appartenenti al percorso della via Flaminia, il portico opportunamente vetrato, atrio di ingresso e percorso per allestimenti temporanei.
    Lo splendido ambiente voltato del piano terra, si trasformerà all’occorrenza in scenario teatrale, sala convegni, auditorium per ospitare piccoli spettacoli, concerti, eventi e proiezioni, ricevimenti, congressi e meeting, spazio oggi assente nel centro abitato cittadino.

    L’edificio è stato concepito non solo per ospitare eventi saltuari o temporanei, ma anche per essere reintegrato negli usi quotidiani della collettività: quando il complesso sarà ultimato, infatti, sarà possibile disporre di un'altra sala polifunzionale al primo piano, di uno spazio polivalente per uso museale (laboratorio pedagogico dedicato a Federico Cesi e Galileo) o biblo-mediateca comunale, di spazi per uffici e amministrazione, di una cucina-loc. catering e di una terrazza - bar dallo splendido panorama sul territorio cittadino. Tutti gli spazi saranno pienamente fruibile dalle persone disabili grazie a due ascensori opportunamente ubicati .

    Il progetto di ristrutturazione è stato curato dallo studio di architettura Risoldi-Venia di Spoleto (con incarico del 2004 per la particolare competenza nel recupero di antichi complessi) e la realizzazione dell’intervento è stata possibile grazie alla separata gestione di tre lotti funzionali finanziati con risorse comunali, regionali/ C.E.E. (DOCUP OB. 2  cod. C3  e Piano OO.PP. 2007) e di privati (fondazione ing. Ferdinando Creonti di Torino) per un totale di circa €  2,8 mil.
    Saranno a breve appaltati altri due lotti funzionali, uno per il completamento del chiostro (Soprintendenza di Perugia) e l’altro per il completamento della buona parte dei piani superiori.